Vacanze lavoro, imparare un lavoro durante le vacanze

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Chi l’ha detto che in vacanza ci si deve solo rilassare nell’attesa di rientrare al lavoro? In un periodo di crisi in cui sono oltre 3 milioni (12,6%) le persone che non hanno un impiego a cui tornare, le vacanze diventano un periodo in cui imparare un mestiere, arricchire il proprio curriculum o la propria formazione per presentarsi più completi sul mercato. A sostenerlo è una ricerca realizzata dall’Osservatorio sul lavoro promosso da BPSec, azienda leader della consulenza per imprese fondata da Daniele Barbone.Analizzando i media internazionali, l’Osservatorio ha realizzato un elenco delle professioni che si possono imparare durante le ferie senza per questo dover rinunciare a divertirsi staccando dalla routine della vita quotidiana. Secondo l’autorevole quotidiano spagnolo El Pais, “il turista di ultima generazione – scrive Belinda Saile – vuole approfittare di ogni possibilità per trovare un posto o mantenere quello che ha e quindi diventa sempre più creativo. Imparare l’arte della pasticceria da esperti panettieri a Parigi, introdursi ai segreti della cucina tailandese e seguire corsi per diventare istruttore di arti marziali a Bangkok, seguire un professionista della fotografia per essere fotografo a Londra. Le proposte disponibili oggi si adattano praticamente a ogni tipo di esigenza. In Spagna, il blog Creativelena offre i contatti per esperienze professionali e creative; ad esempio, una casa rurale a Ribeira Sacra organizza corsi per realizzare utensili da lavoro mentre ad Ibiza puoi trasformarti in Dj e a Buenos Aires, maestro di Tango”.

“Una nuova frontiera che ha spinto il Comune di Parigi  – come racconta Emeline Le Nour su Le Figaro – a realizzare un apposito sito chiamato Créative Paris dove si fanno incontrare viaggiatori alla ricerca di una lezione da imparare e gestori di atelier parigini, ansiosi di trasmettere il proprio savoir faire. Più di 400 offerte che spaziano dal corso di sommelier alla scultura.” (http://madame.lefigaro.fr/art-de-vivre/paris-creatif-130312-226159 )

Per chi vuole restare in Italia, si può diventare pittore a Firenze, ceramista a Taormina o cantante lirico a Bologna, a voi la scelta. (http://sociedad.elpais.com/sociedad/2013/05/03/actualidad/1367592536_461332.html). Oppure, come suggeriscono i tedeschi del Die Tageszeitung, andare sulla riviera adriatica “per imparare a preparare una piadina romagnola da ristorante oppure per diventare bagnino o produttore del famoso vino Sangiovese”. (http://www.taz.de/!140790/). Anche gli inglesi del Times puntano sull’enogastronomia, consigliando corsi per diventare “assaggiatori di oli” in Puglia, o panettieri e in Sardegna.”

(http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/travel/Holidays/Learning/article596741.ece#prev –  http://www.thetimes.co.uk/tto/travel/destinations/italy/article3985009.ece)

Persino l’Unesco, dando vita al Creative Cities Network, una fitta rete di recensioni, indirizzi e istruzioni, ha riconosciuto l’immenso valore di questo genere di viaggi che arricchisce il turista regalandogli esperienze nuove. Secondo Greg Richards, professore all’Università di Tilburg in Olanda che da anni studia il fenomeno del turismo creativo, “la domanda crescente di questo tipo di esperienza è vincolata alla necessità del consumatore di definire la propria identità attraverso ciò che si consuma con il desiderio di esprimersi in modo diverso. Le vacanze non sono più una mera parentesi di riposo, ma si sono convertite in uno spazio d’apprendimento e sviluppo personale”. Ma sono proprio finiti i tempi in cui vacanza voleva dire mare, spiaggia e farniente?

Non sarei così drammatico – spiega Daniele Barbone, unico italiano inserito nella super commissione internazionale di esperti dell’ultimo G20 Civil Summit di Mosca e riconfermato dalla presidenza del G20 australiano per il 2014 – il concetto di vacanza è cambiato così come è mutato quello di lavoro.  Se, da un lato, è importante talvolta staccare la spina e ricaricare le batterie, in questo momento di crisi e precarietà, coniugare piacere e dovere può essere un sistema per mantenersi in carreggiata. Ai nostri allievi, insegniamo a dormire con un occhio solo – scherza il fondatore della BP Academy, la scuola che ogni anno forma migliaia di persone e che dal 1 ottobre sarà presenta all’Expo Trainingil più importante evento della formazione e delle risorse umane in Italia per lanciare innovativi corsi. “Non sai mai da dove può arrivare l’opportunità. Un annuncio visto per caso durante una passeggiata sul lungomare, un mestiere che non avevi mai considerato e che ora ti viene proposto durante un corso estivo. Anche in spiaggia si può migliorare il proprio curriculum. Mai dire mai!”

Il motto sembra essere proprio questo, Carpe Diem, come dicevano i latini, e l’attimo ti coglie di sorpresa.

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