Ludopatia: come combatterla e a chi rivolgersi

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Nell’ultimo decennio il gioco d’azzardo è diventato una vera e propria piaga, in particolare per i soggetti più deboli ovvero i giovani. Il gioco d’azzardo compulsivo rischia di diventare la malattia emergente del terzo millennio, un nuovo tipo di tossicodipendenza ma senza droga, in cui lo sballo è rappresentato proprio dalla ritualità dei comportamenti.

Secondo il neuroscienziato Rosario Sorrentino (direttore dell’Ircap) si sta profilando il rischio di una “addiction generation” ovvero una generazione dipendente dalle emozione generate grazie alle scariche di dopamina. In particolare secondo il neurologo questa patologia sembra attecchire con molta facilità nel cervello che a sua volta non riesce a fa fronte al desiderio impulsivo e irresistibile di giocare.
Nonostante l’aggressività di questa patologia la buona notizia è che la dipendenza da gioco d’azzardo può essere curata. Nello specifico grazie a trattamenti farmacologici mirati e terapie comportamentali è possibile prevenire la cronicizzazione di questo disturbo quasi sempre associato ad altre patologie come l’ansia e i disturbi di personalità.
Senza dubbio grande responsabilità nella diffusione di questa patologia è da attribuire al ruolo svolto dai mass media che hanno, negli ultimi anni, promosso costantemente la cultura del gioco e del piacere; in questo senso quindi assume molta importanza il fattore di comunicazione e prevenzione dalla patologia. Non è un caso quindi che il governo abbia recentemente dato il via a campagne di comunicazione per promuovere il gioco responsabile su casinò online certificati dall’ AAMS

I dati sulla patologia

Venendo ai dati relativi alla diffusione di questa patologia nel Nostro Paese la situazione è piuttosto allarmante. Secondo gli esperti circa tre milioni di persone sono a rischio dipendenza mentre 700.000 sono già ludopatici in stadio avanzato; per questi ultimi quindi la mania del gioco costituisce una vera e propria malattia.

Per capire l’importanza di questo fenomeno basti considerare che il 40 dei soggetti tra 15 e 65 anni (ovvero quasi 15 milioni di italiani) hanno, almeno una volta nella loro vita, giocato d’azzardo. Ovviamente il gioco d’azzardo è molto diffuso tra i giovani (che sono i maggiori frequentatori delle sale da gioco online), con una prevalenza dei maschi.

Circa il 20% dei giocatori, ovvero ben 3 milioni di persone, sarebbero a rischio dipendenza. Il giocatore più a rischio è solitamente un individuo poco prudente ed impulsivo che tende quindi a giocare grosse somme di denaro. La sindrome del gioco è in effetti molto pericolosa e spesso sottovalutata: lo stato di euforia tipico dei giocatori d’azzardo è infatti paragonabile agli effetti derivanti dall’assunzione di droghe.

A chi rivolgersi

Naturalmente i soggetti colpiti da ludo patia devono sempre rivolgersi a professionisti. Segnaliamo di seguito alcune risorse utili online:

• http://www.siipac.it/
• http://www.giocaresponsabile.it/
• http://centrostudi.gruppoabele.org/gambling/?q=node/120
• http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=60&area=Disturbi_psichici

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