Legge Bavaglio Internet 2011 2012 e reati su Internet

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In questi giorni si parla della proposta di modificare il testo 2 dell’articolo 50/0/100 del DDL numero 773 riguardante la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet. Nella proposta si vorrebbe potenziare l’effetto della legge Bavaglio a chi istiga ai reati su Internet, laddove sussistano elementi concreti per dimostrare che chi scriva o istighi di taluni reati tramite blog, Facebook e qualunque pagina web, sia esso stesso commettitore del reato. Il Ministro dell’Interno può ordinare ai fornitori di connettività alla rete Internet di utilizzare filtri per rintracciare suddetti reati, avvalendosi dell’assistenza della polizia postale e delle comunicazioni.

Si legge sul sito di Senato.it: “I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento”. Al momento non si conoscono i requisiti tecnici dei quali il Ministero si armerà per filtrare le azioni di istigazione al reato sul web. Questo provvedimento aiuterà a combattere i reati di pirateria, e di violenza incontrollata come quella che spesso si registra nelle comunità di ultras del mondo del calcio, che utilizzano Internet per organizzare reati e violenze. Al tempo stesso si dovrà garantire la privacy e il corretto funzionamento della legge: onde evitare che chiunque scriva sul proprio profilo Facebook un “post” riguardante reati o violazioni della legge, non dorma sonni tranquilli per la paura di esser multati di 250.000 euro.