Il contratto di convivenza

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Nel diritto romano il termine contratto indicava non una forma di obbligazione, bensì il rapporto giuridico obbligatorio determinato da =un atto lecito, in contrapposizione al rapporto obbligatorio da atto illecito. La giurisprudenza ci ha insegnato da sempre che la nozione di contratto non è comune in tutti gli ordinamenti giuridici; ciò che sembra unire tutte le definizioni è l’accordo tra due o più soggetti, definiti parti del contratto al fine di produrre effetti giuridici.

E’ un atto giuridico o meglio un negozio giuridico che può essere =bilaterale e plurilaterale, a seconda delle parti coinvolte. La piena e perfetta coincidenza fra le dichiarazioni di volontà di ciascun soggetto coinvolto, consente di raggiungere l’accordo fra le parti. La volontà fra esse può essere dichiarata secondo varie modalità: con le parole o con specifici segni.

La maggior parte degli ordinamenti giuridici prescrive che le parti =possono scegliere la forma della dichiarazione; per quanto concerne l’ordinamento giuridico italiano, invece, come espressamente ribadito =nell’art. 1350 del Codice Civile, è prescritta una determinata =forma, quella scritta. Contratti, unioni civili, coppie di fatto, patti di convivenza riempiono ogni giorno centinaia di pagine di giornali e siti web. La discussione intorno a queste argomentazioni è sempre più viva ed accesa.

Ma come possiamo definire le unioni civili? Sono quelle forme di convivenza tra due persone che scelgono di non sposarsi o sono impossibilitate a contrarre il matrimonio.  Tali unioni, chiaramente, possono riguardare =sia coppie di sesso differente sia dello stesso sesso. E perché la premessa sulla nozione di contratto? Bene, perché è di questi =giorni la notizia che i notai italiani hanno lanciato il cosiddetto contratto convivenza.

Ciò cosa comporta dal momento che si sostiene che non vi è alcuna =differenza sostanziale tra questa nuova tipologia di contratto e quelli =privati? Bene, a parer degli esperti questa nuova fattispecie prevede la =figura del notaio,  pubblico ufficiale che darà al contratto valenza pubblica.

Tra accuse e difese, vi sono coloro che ritengono che questa sia una =trovata per ottenere diritti pubblici che in realtà dovrebbero essere =riservati soltanto a coloro che contraggono il matrimonio; altri che ritengono che sia un passo importante per vedere riconosciuti diritti negati o altri ancora che considerano ciò come una buona fonte di reddito per i notai. Giudicate voi.

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