Il decalogo del cattivo automobilista

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Decalogo del cattivo automobilista, ossia: come trasgrediamo le norme di comportamento stradale
Il Titolo V del codice della strada… riletto in chiave semiseria

Essere di fretta è comprensibile, ma quali sono i comportamenti alla guida davvero dannosi e, per questo, sanzionabili a livello di codice della strada?

Tante volte, infatti, ci è capitato di pensare, sentendoci vessati dall’atteggiamento e dalla guida aggressiva degli altri automobilisti “Vorrei che ti ritirassero la patente!”… e quante volte abbiamo pensato che anche noi avremmo meritato una multa per quell’inversione a U o quel sorpasso con doppia striscia continua!

Ecco un decalogo delle peggiori abitudini degli italiani al volante e dei peggiori “tipi” di guidatori che, con buona pace del Titolo V sulle Norme di Comportamento del Codice della Strada, circolano su strade e autostrade nazionali a bordo di veicoli a quattro e due ruote.

Il guidatore della domenica
Chi al volante ci passa buona parte delle proprie giornate per lavoro, lo riconosce subito (e, potendo, lo evita). Il guidatore della domenica non solo rispetta il limite di velocità: per sicurezza, lo abbassa di una ventina di unità, credendo che una lentezza esasperante sia preferibile a correre. Secondo l’articolo 142 del Titolo V, il limite è da intendersi come parametro massimo di una velocità consigliata. L’intralcio al traffico dovuto a un’andatura eccessivamente lenta e incerta è sanzionabile. Tipici del guidatore della domenica sono anche il cambio di direzione improvviso – e spesso non segnalato, altra infrazione perseguibile per mancato uso degli indicatori direzionali – e il fatto di immettersi a tutta velocità agli incroci… salvo poi tornare a viaggiare a passo d’uomo una volta in carreggiata.
Il maniaco del clacson
Non guida con cambio, frizione, volante e freno: lui usa solo il clacson. Ogni piccola esitazione dei veicoli vicini lo porta ad azionare il clacson in maniera quasi automatica. La situazione peggiora se si trova in coda o in una situazione che lo esaspera particolarmente: la segnalazione acustica diventerà continua, ininterrotta, praticamente una sirena. Secondo gli articoli 155 e 156, i dispositivi acustici sono utilizzabili in maniera limitata e strettamente regolamentata, pena la sanzione pecuniaria, in particolare in prossimità di zone residenziali, centri urbani e ospedali.
Il Vittorio Gassman
Omaggio al celebre film “Il soprasso”, questa categoria comprende tutti coloro che viaggiano a velocità sostenuta, superando i limiti stabiliti dall’articolo 142. Ad aggravare l’andatura sostenuta, il soggetto in questione tende a non volersi far intralciare da nulla e da nessuno. Come? Con sorpassi che infrangono le norme dell’articolo 148: che ci sia la doppia striscia continua o una salita che copre la visuale dei veicoli in arrivo dalla direzione opposta, poco importa, il sorpasso è più forte di lui.
Lo sfanalatore
Ne esistono due tipi. C’è quello che non capisce l’utilità (e l’obbligo, secondo l’articolo 152 del codice) delle luci, e per questo viaggia a fari spenti, un comportamento davvero pericoloso. Oppure c’è quello che ne abusa, viaggiando con i retro nebbia attivi anche nelle serate più limpide, creando fastidi a chi procede dietro di lui, oppure attiva i fari per segnalare a chi lo precede la propria fretta, in maniera alquanto vessatoria.
Il traslocatore
II trasporto di materiali su qualsiasi veicolo è regolamentato dall’articolo 164, che descrive nel dettaglio come predisporre il carico, all’interno e all’esterno, senza rischio di caduta o di eccedenza dalla sagoma dell’auto. Il peso e le sporgenze massime devono essere rispettate, anche se si parte per una lunga vacanza con la famiglia. Il “traslocatore” tende ad accumulare sul tettuccio e nel bagagliaio così tante valigie, palloni, borse, vestiti e scatole, da non avere più la visuale dal lunotto posteriore, cosa molto pericolosa.
Il parcheggiatore folle
Lui lascia l’auto ovunque. In seconda o terza fila, non importa. Con la scusa di entrare solo un momento nel negozio all’angolo o di prendere un veloce caffè al bar, abbandona il veicolo in mezo alla strada o sul posteggio dedicato ai diversamente abili. Comportamento grave e sanzionabile, secondo l’articolo 158!
Il dipendente dal cellulare
Che sia per lavoro o per motivi personali, poco importa: l’essenziale è comunicare con il mondo attraverso il suo telefonino. Ancora peggio, c’è chi manda sms o persino naviga su Facebook: i dipendenti dal mobile sono delle vere mine vaganti, che rischiano la propria incolumità e quella altrui. L’articolo 173 afferma che è vietato l’uso di apparecchi radiotelefonici durante la marcia. La multa va da 160 a 646 euro!
L’adesivo
O in altre parole: colui che non conosce il significato delle parole “distanza di sicurezza”. L’adesivo marcia incollato al bagagliaio del veicolo che lo precede, senza curarsi del pericolo in casi di frenata brusca, e questo spesso dà origine a tamponamenti, anche a catena in autostrada o su strade trafficate. Come farlo desistere? Ricordando che l’articolo 149 regolamenta la distanza di sicurezza, fissandola per le strade extraurbane a 100 metri.

Agli ultimi due posti della classifica includiamo chi “popola” la strada, pur non guidando un’auto: i motociclisti e i ciclisti, anch’essi ovviamente tenuti a rispettare le norme del codice.

Il motociclista
Non lo si ripete mai abbastanza: il casco non è una punizione. È uno strumento indispensabile per proteggere e persino salvare la vita in caso di collisione. C’è ancora, però, chi non lo usa, lo usa in modo improprio, ad esempio indossandolo senza allacciarlo sotto il meno, oppure trasportando un passeggero che ne è privo. Tutto questo infrange l’articolo 171.
Il ciclista
Il motore sono le sue gambe, ma questo non lo legittima a comportamenti sregolati. Spesso, con grande frustrazione degli automobilisti, i ciclisti procedono a gruppi, sentendosi un po’ al Giro d’Italia, e occupando la carreggiata in maniera eccessiva e disordinata. Secondo l’articolo 143, i veicoli senza motore devono sempre procedere il più vicino possibile al margine destro. Esiste una sezione apposita, dedicata proprio ai velocipedi, l’articolo 181.

Se tutti conoscessero il testo integrale del Titolo V sulle Norme di Comportamento stradale, si eviterebbero molte sanzioni e anche molti incidenti, così come numerosi ricorsi di chi, sanzionato, crede di essere nel giusto.

 

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