Crediti universitari riconosciuti come sceglierli

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L’università, per molti, dopo il conseguimento del diploma di maturità, diventa una vera e propria seconda vita. Una vita fatta di esperienze e di esami, che ci introducono, ogni anno sempre più, al futuro, o meglio, alla vita lavorativa che ci attende. Per quanto possa essere completa e di livello nazionale, ma soprattutto apparentemente efficiente, l’università presenta spesso e volentieri delle piccole incomprensioni che a volte possono spiazzarci, facendoci pensare a mille domande ma a nessuna risposta.

Questo è il caso dei crediti universitari riconosciuti, per tutti Cfu. Questi non sono altro che dei punti, di natura fissa, quindi non variabili, che vengono assegnati ai vari tipi di corsi che ogni facoltà presenta. Grazie al loro accumulo, ne consegue la possibilità di potersi laureare.

Ecco. Questa è una spiegazione, abbastanza coerente e sintetica, di quelli che molte volte vengono visti come qualcosa di sconosciuto e oscuro. Infatti basta leggere su internet o sulle bacheche delle varie facoltà e troverete tante domande riguardi la spiegazione di questi Cfu che per lo più delle volte creano scompiglio, soprattutto fra le matricole.

Quindi non bisogna credere a chissà quale loro funzione durante la carriera universitaria, ne tanto meno credere in un maggiore punteggio, se dovessimo ottenere un ottimo voto in un determinato esame. Infatti come è stato detto, questi crediti sono fissi, non dipendono dal voto preso, quindi non sono variabili. Mentre per quanto riguarda la loro funzione, non hanno chissà quale ruolo. Sono una modalità utilizzata nelle università italiane per misurare il carico di lavoro richiesto allo studente.

Ad ogni esame universitario, è infatti associato un certo numero di CFU, che ne stimano l’impegno richiesto; convenzionalmente 1 CFU è pari a 25 ore di lavoro (indipendentemente se questo sia svolto come studio personale o come frequenza a laboratori o lezioni). Per conseguire la laurea o la laurea magistrale lo studente deve conseguire rispettivamente 180 crediti e ulteriori 120, all’incirca. Inoltre per chi lo volesse sapere, questi sono anche trasferibili, attraverso il sistema Ects (  European Credit Transfer System ), che semplifica il riconoscimento degli esami sostenuti, in altre università e in tutta Europa.

Bisogna aggiungre anche che i Cfu, essendo appunto indicatori di impegno e difficoltà di un singolo corso, vengono anche utilizzati per fare la media ponderata del voto finale. Infatti, molto spesso si vede il voto con cui si è passato un esame, ritenuto di maggior importanza, con un credito alto, per vedere lo sforzo e la dedizione del ragazzo, messa in gioco. Quindi non bisogna far altro che studiare e mettere insieme i crediti necessari. Vi sembra un gioco? Non lo è!